L’innamoramentoCanto terzo, I-IV.I.Perfido è ben’ Amor, chi n’arde il sente,Ma chi è che nol senta, ò che non n’arda?E pur la cieca e forsennata genteSegue il suo peggio, e’l proprio mal non guarda.Fascino dilettoso, ond’ huom souentePasce, credulo augello, esca bugiarda.Vede tese le reti, e non le fugge,Nè vorria non voler quelche lo strugge.II.Corre vaga Farfalla al chiaro lume,Solca incauto Nocchier le placid’ onde;Quella nel fiero incendio arde le piume,Questo assorbon talhor l’acque profonde.Spesso arsenico in oro, e per costumeRigido tra bei fiori angue s’asconde;E spesso in dolce pomo & odoratoSuol putrido habitar verme celato.III.Così spada lucente, arco depintoCon la pittura, e con la luce alletta;Ma se l’vna è trattata, e l’altro è spinto,L’vna trafige poi, l’altro saetta.Così nuuolo ancor di raggi cintoFiamme nel seno, e fulmini ricetta;E con dorato e luminoso crineMinaccia empia Cometa alte ruine.IV.Sirena, Hiena, che con falsa voce,E con canto mortale altrui tradisce.Foco couerto, ch’assecura, e coce,Aspe che dorme, e’l tosco in sen nutrisce.Spietato lusinghier, ch’alletta, e noce,Pietoso micidial, ch’vnge, e ferisce,Cortese carcerier, ch’à rei di morteQuando chiusi gli hà in ceppi, apre le porte.